Aureo

il Marengo
aureo di Giulio Cesare

Monetazione romana in oro

Monete in oro vennero emesse Roma prima di Giulio Cesare in maniera non continuativa. Una prima emissione, chiamata oro del giuramento, si ebbe attorno al 220 a.C. ricalcando le caratteristiche dei quadrigati d'impostazione greca; il peso era di 6 scrupoli, corrispondente a 6,82 g.. Il nome deriva dalla scena rappresentata sul retro che illustrava il giuramento di due guerrieri su di un porcellino che veniva tenuto da un terzo guerriero: questa scena dovrebbe riferirsi al giuramento di fedeltà seguito alla pace del 290 a.C..dopo la vittoria presso Sentinum nel 295 a.C. dei Romani sui Sanniti e la loro coalizione.

Una seconda serie in oro, indicata come "marte/aquila", venne coniata nel 209 a.C. con un peso di 3, 2, ed 1 scrupolo. Terza serie fu quella emessa nel 197 a.C. in Grecia favore del console Tito Quinzio Flaminio, consistente in uno statere dal peso di circa 8g..

L'aureo nel periodo repubblicano

Il primo aureo d'impostazione romana (denarius aureus) si ebbe al tempo della guerra di Silla contro Mitridate (88-85 a.C.), con un peso pari a 1/30 della libbra romana (10,8 g) e provenienza del metallo presumibilmente dai bottini di guerra.

aureo: fronte aureo: retro

Come frazioni l'aureo aveva il quinario (pari a metà aureo) e il rapporto tra oro e argento era di un aureo contro 25 denari. Come multiplo dell'aureo si aveva il quaternione, corrispondente a 4 aurei.

Nel 61 a.C., durante il governo di Pompeo, il peso dell'aureo venne poi portato a 1/36 della libra (circa 9 g).

L'emissione a Roma con continuità di monete in oro, però, inizia solo dopo la conquista di Cesare della Gallia e la disponibilità di metallo prezioso proveniente dalle sue miniere. Nel 48 a.C., sotto Cesare, il peso dell'aureo venne fissato dapprima a 1/38 (8,55g) e poi a 1/40 di libra (8,02g). Questo valore si mantenne stabile per tutto il periodo delle guerre civili, fino al principato d'Augusto.

L'aureo durante l'impero

La massa dell'aureo diminuì a 1/45 di libbra con la riforma monetaria di Nerone e con la riforma di Caracalla il peso venne ulteriormente ridotto ad 1/50 di libbra.

La fine dell'aureo si ebbe nel 309 con l'introduzione del solido da parte di Costantino I. Mentre il solido era di diametro maggiore e più sottile, l'aureo era di dimensioni simili al denario, con il quale condivideva spesso gli stessi tipi.